Da più di trent’anni uno strano animale da palcoscenico si aggira per teatri, studi televisivi, piazze e locali pubblici, partendo da Ferrara e attraversando tutta l’Italia, con qualche avvistamento anche all’estero, in grandi metropoli come New York.

Risponde al nome scientifico di Andrea Poltronieri ma nel gergo comune è conosciuto semplicemente
come Poltro o al massimo come PoltroSax.

Gli esperti dicono sia un esemplare unico, mezzo uomo e mezzo sax, capace a volte di trasformarsi in una strana tipologia umanoide di genere femminile dai capelli rossi e dal pacato accento dialettale. Pur incarnando la tipica specie di “One-Man-Band” vive felicemente anche in gruppo: lo si è visto spesso accompagnare esemplari diversi come branchi di Stadio, femmine di Cristina D’Avena, bipedi antropomorfi classificati come Cevoli o Sgrilli. Se volete attirare la sua attenzione potete usare come richiamo “Hey Jude” dei Beatles oppure sedurlo con occhiali di plastica a forma di cono gelato.
Per la Scuola Zoofila di Francoforte detta Accademia del PoltroSax Club (per la verità un po’ di parte e quindi poco attendibile) la caratteristica principale del Poltro è la versatilità, ossia la sua capacità di calarsi con disinvoltura in diverse performance artistiche, dal sax al cabaret, dalla scrittura alle arti visive.
Per la Scuola di Fenomenologia di Chicago invece, detta anche Scuola dell’obbligo della Nives, la caratteristica principale del soggetto in esame è la versabilità, cioè la straordinaria abilità del Poltro nel fare dei gran versi. Dopo accurata osservazione dell’unico esemplare esistente si ritiene più veritiera la seconda versione.